sabato 26 gennaio 2008

I Dieci Più Grandi Eroi dei Videogames

Naturalmente secondo me. Sì, lo so, mancano Mario (è un idraulico, e sai quanto possono essere temibili un gruppo di tartarughe e funghetti come avversari), Solid Snake (è un soldato, fa sempre e solo quello che gli viene ordinato dalle faccette verdi), Alucard (troppo maledetto e antieroico per essere un vero eroe), Cloud (questo a malincuore) e tanti altri, ma questa lista, che non è una classifica, è ordinata in modo da inglobare una certa totalità di generi, epoche, e tipologie di eroe.


-Sir Arthur (Ghosts 'n' Goblins) - 1985
Il più tradizionale degli Eroi, nell'incarnazione più tradizionalmente dissacrante. Erede spirituale di figure come Astolfo d'Inghilterra del Boiardo, del Keu il Gallese di Chretien de Troyes, o dello storico Farnabazo di Frigia, l'Eroe che pur serissimo, non riesce a farsi prendere sul serio dagli altri (sarà a causa dei gusti in fatto di biancheria?), riesce a sgominare un intero castello e i suoi mille pericoli fino al diavolo che sembra sempre che possa avere la meglio, ma Arthur alla fine riesce a sconfiggere e a sopravvivere a tutto e tutti, e riabbracciare così l'adorata principessa. Il tutto con un'armatura pronta a rompersi in ogni momento.
Note di Merito: Precisione, Riflessi e Boxer.



-Sir Daniel Fortesque (MediEvil) - 1998
Dai menestrelli decantato per cento anni come il salvatore di Gallowmere dalla minaccia dell'esercito del malvagio stregone Zarok, in realtà il Nostro cadde in battaglia subito alla prima scarica di frecce, e fu il suo timido arciere Tim l'Astuto a ferire Zarok. Sir Dan non fece nemmeno in tempo a sguainare la spada. Lo stregone torna a fare capolino sulla terra di Gallowmere con un esercito ancora più grande, e stavolta fa pure risorgere le anime dannate. Fra queste, però, c'è anche Daniel: ansioso di riscatto, di vestire di autentico onore il proprio nome, e di far smettere agli spiriti degli altri Eroi (quelli veri) di sfotterlo, sir Dan esce dalla tomba deciso a sconfiggere Zarok. E, dal momento che non ha ancora una spada, ed egli stesso si è decomposto in uno scheletro, si stacca il braccio e comincia a brandirlo minacciosamente...
Note di Merito: Ardore, Agilità, Empatia, Supporto.


-Roto (Dragon Quest III) - 1988
Roto e i suoi fedeli compagni (3, per l'esattezza) sono di certo gli Eroi più perseveranti in assoluto. Di loro sappiamo poco, eppure le loro gesta ci testimoniano come hanno inseguito lo stregone Baramos e i suoi scagnozzi per paesi, nazioni, continenti, e dimensioni (partendo dalla mitica Mu, giungendo nel Mondo di Dragon Quest). E, alla fine, quando Roto riesce a ucciderlo, non fa altro che forgiare una leggenda che durerà per millenni, e a governare quella terra la cui esistenza stessa è a lui dovuta (e la governò anche piuttosto bene), diventando il paradigma a cui ispirarsi per una miriade di personaggi eroici.
Note di Merito: Spada, Magia, Governo, Etica.



-Master Chief (Halo) - 2002
Pochi sono arroganti come Master Chief; è arrogante in tutto, ha l'armatura arrogante in un verde militare arrogante, la lucetta arrogante, guida veicoli arroganti, usa due armi arroganti alla volta, ha uno scudo arrogante, un senso arrogante dell'umorismo e persino i suoi nemici sono arroganti. I suoi compagni non sono arroganti, ma lui li comanda in maniera "che arroga". Non c'è essere nello spazio con la sua stessa arroganza nel padroneggiare le armi più diverse, nessuno ha distrutto un Halo nel modo arrogante in cui lo ha fatto lui. Nessuno ha un'arrogantissima IA come Cortana al proprio consiglio. La sua arroganza è talmente tanta che non può non essere simpatico.
Note di Merito: Armi da Fuoco, Resistenza, Comando, Arroganza.


-Gordon Freeman (Half-Life) - 1998
L'"uomo libero" che è venuto per liberarci tutti. Un Eroe per caso che riveste un ruolo che non è totalmente chiaro neppure a lui. E' stato scelto, o forse si è fatto scegliere? Non importa; conta ciò che le sue azioni hanno strettamente conseguito: l'uomo giusto al posto sbagliato può essere la minuscola fiamma che innesca l'esplosione, la goccia che fa traboccare il vaso. Gordon Freeman non è neppure troppo cosciente della portata delle sue gesta. Fa quello che fa quasi come se "ci fosse costretto", come se non fosse per sua scelta. Vabbuò... comunque una cosa è certa: la Gravity Gun se la meritano pochi.
Note di Merito: Tattica, Resistenza, Gravity Gun, "Fortuna".


-Samus Aran (Metroid) - 1986
La Cacciatrice di Taglie fa quello che vuole. Cerca Mother Brain perché lei ha voluto così. Nessuno l'ha costretta. Il suo è un lavoro, anche se ha qualcosa di personale.
Inoltre non ha la strada spianata: o se la deve spianare lei, oppure deve cercare meglio. Ha un esoscheletro forse non resistentissimo o con una grossa potenza di fuoco,ma di certo è l'unica con una manciata di visori e a potersi trasformare in palla. Samus ha le palle. La palla è sua, e quindi decide lei.
Note di Merito: Orientamento, Agilità, Visione, le Palle.


-Guybrush Threepwood (Monkey Island) - 1990
Guybrush voleva essere un pirata. E alla fine lo è diventato. Ha realizzato il Sogno Caraibico nel modo più?meno? tradizionale. Ha sgobbato il ragazzo. Scontrandosi con pirati fantasmi, insultatrici armate, segreti, bevitori incalliti, scimmie, alitosi, embargatori col parrucchino, tesori, magliette, cartografi ciechi, scimmie più stupide, naufraghi, venditori, etc... la sua arma migliore è la sua testa, la lingua e il cervello. Senza sgozzare nessuno (e concedendosi modestissime quantità di Grog), è riuscito a compiere le sue gesta con la sua spiccata intelligenza e la sua innegabile capacità oratoria. Trattiene il fiato per dieci minuti, inoltre.
Note di Merito: Empatia, Arguzia, Volontà, Apnea.


-Link (Legend of Zelda) - 1986
Un Eroe classico, classicissimo, quasi Golden Age. Le sue origini non sono sempre chiarissime, certo è che, quando appare, tutti tirano un sospiro di sollievo. Spada, scudo e tunica, è l'Eroe più puro di tutti, persino più dell'Avatar, per la sua bonaria ingenuità di chi è rimasto a casa, di chi non ha mai visto il mondo. Ma proprio questa leggerissima forma di Gumpismo (oltre alla spada) gli fornisce i mezzi per far trionfare il Bene sul Male. Troppo classico, forse? E chìssene, il classico fa sempre moda, nessuno si stuferà mai di Superman o dei film Western.
Note di merito: Spada, Scudo, Purezza e Triforza.


-Ryu Hazuki (Shenmue) - 2000
La storia di Ryo Hazuki comincia come quella di tanti altri eroucoli: gli ammazzano il padre. Un Cinese gli ammazza il padre. Ryo giura vendetta. Fosse l'ultima cosa che fa, si vendicherà, prendendo la vita del padre a quel cinese con la gonna. Ma prima di fare ciò, Ryo si prende cura di un gattino. E fa collezione di omini di Virtua Fighter. E si beve una bibita fresca.
Ma, ironia a parte, Quello che distingue Ryo da un qualsiasi artista marziale di B-Movie giapponesi, è il viaggio. Durante il suo viaggio materiale, si compie un viaggio spirituale. Incontra decine di persone, scopre molti amici. E ognuno lo arricchisce dentro. Ryo si interroga se è veramente la vendetta che cerca, o forse solo delle risposte...
Note di merito: Etica, Giubbotto in Pelle, Amicizia e Domande



-Avatar (Ultima IV) - 1985
L'Avatar è il più perfetto fra ogni eroe non solo che i videogiochi abbiano partorito, ma anche che possano partorire. Egli ha una sola missione: raggiungere la perfezione morale. Per raggiungerla, deve mettere in pratica le otto virtù dettate dall'Amore, dalla Verità e dal Coraggio: Compassione (puro Amore), Onestà (pura Verità), Valore (puro Coraggio), Giustizia (Verità e Amore), Onore (Verità e Coraggio), Sacrificio (Coraggio e Amore), Spiritualità (Coraggio, Amore e Verità) e per ultima l'Umiltà (Coraggio, Amore e Verità indipendenti), la più difficile da conseguire, opposta alla Superbia. Il cammino dell'Avatar è esteriore ed interiore, e porta al più perfetto eroe ontologicamente immaginabile. E ciò avvenne quando non esistevano nemmeno Mario, Zelda, Arthur o Roto e tutti gli altri.
Note di Merito: Amore, Verità e Coraggio.

Come al solito, sono aperto ai vostri commenti, ai vostri spunti di discussione, e alle vostre personali liste.

mercoledì 23 gennaio 2008

Heath Ledger ci lascia. 1979-2008

Heath Ledger è stato ritrovato morto ieri nel suo appartamento a NYC. Le circostanze non sono ancora state accertate, ma alcune fonti affidabili paiono escludere il suicidio (anche se in Italia Studio Aperto e TG5 hanno dato il loro verdetto). Sono state ritrovate sì delle pillole, ma dotate di regolare prescrizione.

Ci lascia uno degli attori più promettenti della sua generazione, un attore che aveva appena cominciato a mostrare i muscoli di uno smisurato talento.

In questo momento è in atto la post-produzione di The Dark Knight, e non posso immaginare quanto sia devastante questa notizia per Christopher Nolan e il suo team. E inoltre si dovrà cominciare a parlare di un sostituto per il suo personaggio (Paul Bettany? Johnny Depp? Adrian Brody? Sean Penn, a cui per primo era stata offerta la parte, ma aveva chiesto troppi soldi?). Quest'estate, penso che tutti interpreteranno le battute del Joker in un modo un po' diverso, linee che erano macabra ironia, diverranno inquietanti presagi.

Quest'estate il mondo comprenderà l'immensità del talento che ha perso; sarà una performance straordinaria, l'occasione che capita una volta nella vita ad un attore emergente.
E purtroppo anche l'ultima.


Le mie condoglianze alla famiglia (ha una figlia nata nel 2005 dalla sua ex-compagna Michelle Williams), e agli amici.

lunedì 21 gennaio 2008

"Oh, Misericordia!"


Ma si può che un programma serio come Mi Manda Raitre debba cadere nella moda del complottismo dell'Undici Settembre?

Capisco che debba acchiappare gli ascolti di chi non segue la prima puntata del Grande Fratello, ma, cribbio, non si può scendere così in basso.

Matrix di Mentana aveva almeno avuto il gusto e la decenza di affiancare ai filmati complottisti, anche una risposta video di Paolo Attivissimo.
MMR3, invece, no.

E quindi dirotto chiunque abbia un po' di curiosità, innegabile parto di quell'accozzaglia di idee paraculo (in fondo, non ci si sente più importanti a essere gli unici a sapere la verità? esiste un'apposita ndustria che si basa su questo bisogno dell'uomo), a questo blog curato proprio da Paolo Attivissimo.

Buona lettura.

venerdì 18 gennaio 2008

Angelica Figura Nuovamente


Angelica figura nuovamente
di ciel venuta a spander tua salute,
tutta la sua vertute
ha in te locata l'alto dio d'Amore.

D'entr' al tuo cor si mosse un spiritello,
escì per li occhi e vennem' a ferire,
quando guardai lo tuo viso amoroso;
e fe' il camin pe' miei si fero e snello,
che 'l core e l'alma fece via fuggire,
dormendo l'uno e l'altro, pauroso;
e quando 'l sentir giunger sì argoglioso,
e la presta percossa così forte,
temetter che la morte
in quel punt'overasse 'l su' valore.

Poi, quando l'alma fu rinvigorita,
chiamava il cor gridando: "Or se' tu morto,
ch'io non ti sento nel tu' loco stare?"
Rispose il cor, ch'avea poco di vita
(sol peregrino e senz'alcun conforto,
quasi tremando non potea parlare),
e disse: "Oi alma aiutami a levare
e rimenare al casser de la mente!"
E così insiememente
n'andaro al loco ond'e' fu pinto fòre.

[..]

Lapo Gianni scrisse questa canzone circa settecentovent'anni fa. Quindi circa ventinove generazioni di persone hanno letto questi versi.
E dopo così tanto tempo, ancor nessuno ha scritto una migliore anatomia dell'innamoramento.

martedì 15 gennaio 2008

La Coscienza di uno Zero

Nella scuola italiana si studia la letteratura italiana.
Giustissimo. Non per nulla siamo stati la più importante letteratura mondiale per quasi quattro secoli, in un arco che si può posizionare dalla prepotente ascesa dei poeti stilnovisti (fine XIII sec.), alla pubblicazione dell'Adone di Gianbattista Marino (XVIII sec). Dopodiché siamo lentamente diventati una letteratura minore, soccombendo sotto la potenza delle opere nordeuropee.

Eppure, nelle scuole italiane si fa bellamente finta di niente. E s'insegna quant'è bello La Coscienza di Zeno, di Italo Svevo.

Palle. Tutte stronzate.

La Coscienza di Zeno è mediocre quanto il personaggio che ne è protagonista. Scritto in un italiano stentatissimo ("Non ero capace di raccontarvi di un'altra storia"), narrativamente a blocchi (cinque capitoli sulle cinque sconfitte qotidiane di un uomo, e se scambiate l'ordine dei capitoli, non cambia nulla), ritmicamente elefantìaco (Guerra e Pace al confronto è una rumba).

Di sicuro vi racconteranno dell'importanza della psicanalisi nel romanzo, e di come sia la prima volta che si parli di psicanalisi nella letterature italiana.
Al di là della dubbia importanza di tale record ("E' la prima volta che parlo di psicanalisi in questo forum! Festeggiamo!"), e di come la cosa sembra dimenticare che all'epoca i romanzi stranieri venivano tradotti in italiano (eh sì, le letterature non erano più a comparti stagni da... quattrocento anni?), e di come Svevo andasse a lezioni di inglese nientemeno che da Joyce (il quale gli aveva mostrato una bozza dell'Ulysses, ma a scuola nessuno ve lo dirà mai per non rompere l'incanto), vorrei far notare come la psicanalisi sia solo una scusa per parlare del più e del meno.
"Lo psicanalista m'ha detto di scrivere, e mo scrivo". Nessun complesso, nessuna mania, niente: solo un pretesto narrativo.
Direi che Svevo aveva carpito in pieno l'essenza stessa della psicanalisi, oh sì. (ironia inside)

Inoltre, che merito c'è nel raccontare la vita di uno sfigato? Nemmeno servisse ad esemplificare una morale della vita, no, dietro alle pagine di Svevo c'è il nulla.

Mmmh... proprio Grande Lettaratura senza dubbio... pagine immortali...


Al vostro professore, rispondete: perché non leggiamo Joyce, invece?