
... ma prometto che non lo farò più.
Style è il mensile de Il Corriere della Sera.
Periodico torellivollierano (una delle diecimila imitazioni di Vanity Fair) dall'impaginatura infernale (è un quadrato di carta mollissima; l'effetto avvoglente Pagine Gialle è dietro l'angolo), questo mese ospita un'intervista a quella che, con ogni probabilità, diverrà mia cognata di secondo grado (moglie del figlio della sorella di mia mamma, che per me è quasi un fratello).
L'intervista è ospitata in una sezione centrale chiamata "Impossibili". Non so che senso abbia questo aggettivo, probabilmente si riferisce che, aprendo il giornale a pagina 244, i lembi esterni finiscono per toccarsi penzolando sotto la mia mano (impaginatura di merda).
La prima cosa che colpisce l'occhio, sono le diciotto foto a piena pagina comprese fra il titolo dell'intervista, e la prima riga della stessa. Praticamente ci sono dieci pagine di un book fotografico, con annessa ragazza immersa in una vestaglia immersa in un letto immerso di velluto rosso.
La ragazza in questione è l'ennesima rappresentante dell'ennesima generazione di quel lascito presitorico del capitalismo vittoriano noto come "aziende a conduzione familiare", dove sessantacinque membri della famiglia fondatrice si trovano a detenere briciole azionistiche dell'azienda, pronti a fare da padrone in ogni caso. Uno s'aspetterebbe che mezzo padroncino se la tiri la metà di un padroncino intero, ma purtroppo la matematica non segue i giovani rampolli. Il gruppo in questione è una nota casa editrice italiana che s'è distinta in tempi recenti per l'abilità di acquistare e smantellare gruppi assicurativi :-).
Colpisce vedere mio cugino in una foto, in cui, a fianco della giovane, osserva una specie di schermo trasparente... le tipiche apparecchiature da laboratorio della pubblicità del dentifricio. Hanno un'aria incantata, felice. Magari stanno guardando il DVD di Fantasia, chissà.
Appena comincia l'intervista, qualcosa strìde.
La ragazza che s'è mostrata nelle pagine precedenti in una sorta di calendario Pòrelli (sottile gioco di parole in lombardo), qui sembra la figlia degenre del Berlusconi palazzinaro e di Ronald Reagan. Oppure di Adam Smith e di un demone del tasso variabile.
Mette subito in chiaro che non è come Paris Hilton. In effetti, lei le mutandine se le mette nelle foto.
In seguito dice che la sua unica pazzìa fu quella di fuggire con il suo ragazzo a Parigi quando aveva 16 anni. Ora, lei aveva 16 anni nel 2002/2003, stava già con mio cugino: o è scappata con l'amante, oppure sono io mal informato a ricordarmi solo una vacanza come tante. Non ce lo vedo mio cugino come amante fuggitivo nella città eterna.
Lui è più da giro dell'Europa in Mini.
giovedì 6 marzo 2008
E ora vi sorbite un po' di cazzi miei...
@
21:10
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

0 commenti:
Posta un commento